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Territorio

Carsoli – Grotte Di Pietrasecca

L’inghiottitoio dell’Ovito e la Grotta del Cervo

La riserva è stata istituita nel 1992 per proteggere adeguatamente il particolare, e per certi versi unico, ambiente carsico che si sviluppa nei pressi dell’antico abitato di Pietrasecca.

L’inghiottitotio dell’Ovito

L’ingresso immette in una larga galleria con una profondità di circa 270 metri ed una larghezza che varia tra i 15 e i 20 metri caratterizzata da una suggestiva serie di stretti piccoli laghi, separati da brevi rapide, e da alcune diramazioni che introducono in ambienti con stalattiti e stalagmiti.
Subito dopo la galleria restringe ed ha inizio l’affascinante canyon caratterizzato da un’ulteriore successione di rapide, profondi laghetti e cascate; dopo un salto d’acqua di 8 metri si giunge sul vasto lago caratterizzato da cascate alimentate dalle acque del torrente sotterraneo.

Oltre questo punto la cavità prosegue per altri 80 metri con alcuni laghetti terminali che formano un sifonesino ad oggi insuperato, e una diramazione molto ampia, denominata “Galleria dei Massi”, lunga circa 130 metri ed alta sino a 20. In tutta la cavità sono estremamente ben evidenziate le testimonianze morfologiche di una evoluzione essenzialmente modellata dal fluire vorticoso delle acque che scorrono al suo interno.

La Grotta del Cervo

Scoperta nel 1984 ha subito animato entusiasmi e curiosità per la sua straordinaria bellezza.

L’ingresso immette in un’ampia galleria lunga circa 400 metri, caratterizzata dalla presenza di straordinarie concrezioni candide di varia forma e struttura. In questo settore, in una sala denominata “Salone degli Antenati”, sono state rinvenute le ossa di tre carnivori attribuibili a Orso Bruno, Lince, Pantera Spelea e quelle di un Cervo, da cui, la grotta, prende il nome, e diverse monete alcune riferibili al 4°-5° secolo d.C. ed una del 15°.

La luce lascia intravedere una successione di alte e massicce stalagmiti e pennaggi di oblunghe stalagmiti, tutte rigorosamente candide o appena variegate di molteplici tonalità che vanno dal grigio al rosso mattone.
Questa sala immette nell’ampia galleria che rappresenta il primo tratto sontuosamente concrezionato della grotta.
Il percorso è caratterizzato da stalattiti spezzate, stalagmiti troncate di netto e inclinate, oppure crostoni di concrezione che fungono da piano di calpestio, fessurati e con i labbri accavallati: sono la più evidente e scenografica testimonianza di come le cavità rappresentino degli stupendi archivi naturali, nei quali, eventi tettonici ed attività sismica sono fedelmente registrati.

da www.comune.carsoli.aq.it

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