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Arte e cultura

Lucoli: Cenni Storici

I primi documenti si riscontrano nel Medioevo

Lucoli, oltre alla salubrità del clima e all’aspetto paesistico, vanta un’antica e gloriosa storia che affonda le proprie radici all’epoca degli antichi Sabini.

Le prime testimonianze che rivelano insediamenti stabili sono costituite da alcuni resti di vie, caratteristiche dell’epoca sabina e ancora oggi ben visibili, tra i monti di Lucoli.
I primi documenti concreti, che citano Lucoli come nome geografico, si riscontrano nel Medioevo, nel Chronicon Farfense (1062-1099) e in una bolla di Alessandro III del 1178. E’ di questo periodo la costituzione della contea di Collimento sotto Odorisio, figlio di Berardo de’ Marsi.

Il conte Odorisio arricchì la sua contea con le donazioni all’Abbazia di San Giovanni Battista, un gioiello d’arte che ancora oggi può essere ammirato in tutto il suo splendore, ed è lustro e vanto di Lucoli.
Tale contea rappresentò, dopo la caduta e la distruzione di Amiterno, Aveia e Forcona, uno dei più sicuri e validi complessi di difesa di tutto il circondario, ed inoltre era considerato il Castello più importante tra quelli soggetti allo Stato Pontificio.

Nei secoli successivi, il contado si trasformò in Comune e partecipò alla fondazione della città di L’Aquila, operando e edificando nel quartiere di San Giovanni di Lucoli (l’attuale San Marciano) che si estendeva dalle case della Rivera in Via San Marciano.
Dopo vicende di dissidi territoriali e sociali, nell’aggregato cittadino aquilano, inizialmente eterogeneo, ma subito divenuto arrogante, i castelli di origine si resero autonomi e Lucoli fu assegnato alla giurisdizione degli Oranges e dei suoi capitani.

Alla fine del 1300, si distinse per il sostegno dato agli abitanti del proprio quartiere cittadino, insorto contro gli abusi della regina Giovanna I; più tardi esso subì le imposizioni e le pressioni di Carlo d’Angiò e col tempo, tutte le vessazioni abituali operate dalle varie autorità aquilane, finché, agli inizi del ‘500, queste persero la loro giurisdizione sui castelli.
Lucoli, col suo contado fu venduto al capitano spagnolo Pietro Ossorio.
Dal 1529, anno in cui Pietro Ossorio acquistò il castello di Lucoli, al 1806 anno in cui Giuseppe Bonaparte, re di Napoli, abolì le feudalità con tutte le loro pertinenze, Lucoli fu venduto più volte, passando di mano in mano.

da www.comune.lucoli.aq.it

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