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Costumi e tradizioni

Usanze A Capitignano

Il maiale di S. Antonio

“Dove gli si fa notte”, questo era il detto, ricorrente, nel mese di gennaio dedicato al culto si S. Antonio Abate. Un maialino, già nei mesi precedenti, veniva allevato dall’intero villaggio. Quando, lasciato libero, entrava nelle case, era segno di buon auspicio per la protezione degli animali. La sera era ospitato in una delle tante stalle del paese. Il giorno della vigilia di S. Antonio veniva macellato. Le zampe, “gli zampitti”, venivano messe all’asta e chi si aggiudicava il palio, il 17 gennaio, preparava il maiale, poi offerto alla comunità con il farro, la “quagliata”, le rape rosse, i tagliolini e i fagioli. Gli animali, nella ricorrenza, erano ricoperti con nastri colorati, ghirlande e poi benedetti fuori la Chiesa. Gli uomini portavano cesoie e tenaglie: incrociate, simbolicamente, preservavano gli animali. Quelli domestici, invece, entravano in Chiesa e lì venivano benedetti.

da www.comune.capitignano.aq.it

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