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Attrazioni

Itinerari Abruzzesi: Serramonacesca

In loc. Brecciarola resti di Castel Menardo e partenza del sentiero Italia

Un tempo terra di pastori e allevatori, come ancora traspare dalla cadenza delle feste patronali di giugno e settembre (il pellegrinaggio a S. Onofrio, il pane di S. Antonio e gli Omaggi) che sono legate al ritorno e alla partenza della transumanza, il centro, che si trova in una zona di confine già sotto Roma e di nuovo con i longobardi (passava di qui la frontiera tra i ducati di Spoleto e di Benevento), rientrò nell’incastellamento operato dalla vicina chiesa di S. Liberatore a Maiella; all’attività pastorale si ricollega la rinomata ricotta, prodotto tipico del luogo.

Su una rupe opposta alla frazione Brecciarola si ergono, ancora imponenti, i resti di Castel Menardo, che la tradizione popolare considera fondato dai paladini di Carlo Magno per contrastare gli attacchi longobardi e la cui importanza crebbe sotto gli Svevi su di esso, come del resto sui numerosi castra e castelli fortificati che costellano la zona, è stata inventata una serie di leggende e storie dal gusto vagamente gotico.
Dalla suddetta frazione parte il sentiero Italia segnato con i colori rosso – bianco – rosso – che in 20 minuti di agevole passeggiata risale il fosso di Sant’Onofrio fino all’eremo di S.Onofrio. La costruzione, in parte in muratura (secolo XII) in parte scavata nella roccia, servì da cenobio ai monaci di S. Liberatore a Maiella che periodicamente vi si ritiravano in solitudine, ma in seguito divenne una grancia della chiesa, che da qui curava i propri interessi in montagna.
Questo luogo spirituale è un punto di riferimento della devozione pastorale, che vi pratica ancora un interessante rituale: per curare i dolori addominali o la febbre ostinata i malati si sdraiano nella cosiddetta culla di S.Onofrio, incavatura del terreno nella quale le due conchette si dice siano state fatte dalla continua pressione delle ginocchia del religioso.

Il 12 giugno, ricorrenza della festa del santo, il luogo è meta di un suggestivo pellegrinaggio: dopo aver acceso nella notte precedente una grossa croce di fuoco sulla montagna, i fedeli ascoltano la messa e si fermano a fare colazione nei pressi di una fontana; quindi ridiscendono fino alla Parrocchiale di Serramonacesca recando in processione la statua di S. Onofrio.

da www.provincia.pescara.it

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